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Settimana Giovani di Buso

Settimana Giovani di Buso

“Gruppo Giovani di Buso”. Questo è il nome con il quale ci chiamiamo in parrocchia. In realtà è costituito da una decina di ragazzi e ragazze che fino a qualche mese fa si conoscevano a mala pena. Tuttavia l’esperienza estiva del grest ha fatto nascere qualcosa, qualcosa che è continuato fino all’esperienza GP2, dal 26 al 30 settembre 2017.

Chi ci ha spinti ad iniziare un cammino di condivisione è stato Don Paolo, Rettore del seminario. Don Paolo (da poco più di un anno, amministratore  della parrocchia di Buso), in combutta con Don Michele (responsabile della casa Gp2), ci ha trascinati in questa esperienza, tra l’entusiasmo di alcuni e il dubbio di altri, ma con la promessa che la vita di ognuno sarebbe continuata nel solito modo. Ovviamente non è stato così, e a posteriori possiamo dire: “Per fortuna!”.

La giornata cominciava in modo diversificato: gli studenti e i lavoratori si alzavano (troppo!) presto e poi correvano verso le loro occupazioni, chi invece si stava godendo una pausa dalla sua vita universitaria stava a casa e  grazie al cielo faceva poi trovare pronto il pranzo per chi ritornava dalle “sudate carte”. Al pomeriggio chi cercava di studiare doveva fare i conti con musica a volte troppo alta, risate e schiamazzi, nervosismi e anche invidia, tra chi si godeva il lusso di dormire e chi no. Ma era alla sera che la casa si animava, quando tutti rientravano: punto primo e più importante, la cena! Si mangiava benissimo (grazie alle nostre cuoche!). Poi passavamo chi a chiacchierare, chi a ballare, chi a cantare e chi cercava di fare ripetizioni di fisica con Don Paolo. Tra escogitazioni di carattere teologico (“Ma è vero che tutti i Don sanno suonare la chitarra?”)  e occupazioni dall’elevato livello intellettivo (Taboo), restava anche il tempo per discussioni serie fino all’ora della compieta.

Una sera però Don Paolo ci ha “rapiti”, portandoci al piano più alto del seminario, e lì, tra un arpeggio di chitarra e l’altro abbiamo vissuto un’esperienza sincera di condivisione e affetto, tra noi stessi e  Dio: semplice preghiera.

Alla fine quindi ciò che rimane dall’esperienza è essenzialmente la SORPRESA: lo stupore per riuscire ogni volta a trovare in chi hai accanto qualcosa di più, la meraviglia nel trovare nella musica e nel rumore, ma anche nel silenzio, nuovi modi di rapportarsi con gli altri.

Concludiamo: grazie infinite a Don Paolo, al suo continuo e costante impegno ed alla gioia che porta nel fare ciò che fa. Grazie a Don Michele, sempre presente, simpaticissimo e pieno di idee. Grazie al nostro gruppo giovani, speriamo che questa esperienza sia solo il punto di inizio per un percorso più ampio.

I giovani di Buso

don Michele

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